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I primi dieci giorni di settembre volgono al termine rotolando via tra onde appena accennate, figlie di una brezza leggera. Il sole è basso all’orizzonte e tramonta sul mare da una prospettiva diversa a quella a cui sono abituata, dipingendo in cielo un quadro grigio e arancio. Saranno le cinque, o forse le sei del pomeriggio e abbiamo appena finito di pranzare. È l’ultima settimana della stagione, ci informano al ristorante.

spiaggia a Salonicco

Non mi sentivo così calma da molto tempo – annoto tra le pagine del mio diario di viaggio – è come se in poche ore mi fossi ritrovata in un mondo diverso, che non ricordavo più. L’aereo ha toccato la pista dell’aeroporto di Salonicco qualche ora fa e la spiaggia è la prima che è capitata, poco fuori dalla città. Non sarà la più bella, ma a me sembra un sogno. La salsedine, il mio primo bagno nell’Egeo, le mie amatissime vacanze di settembre.

spiagge deserte Sithonia

La leggenda però vuole che la storia della terra che si sviluppa pochi chilometri più in là sia l’antitesi di questa calma. Il mito narra infatti che proprio qui gli dei dell’Olimpo lottarono contro i Giganti, l’ordine contro il caos. Dalla Gigantomachia (battaglia dei giganti, appunto) si originarono isole e terremoti, ma alla fine prevalse l’ordine. Ed è proprio dall’ordine, ovvero dagli dei, che questa terra prende il suo triplice nome. Cassandra, Sithonia e penisola del Monte Athos, sono le tre dita di terra che compongono la penisola calcidica, al nord della Grecia.

spiaggia a Neos Marmaras
spiaggia a Neos Marmaras

Un pezzo di Grecia oscurato dalla fama e dagli scatti perfetti nelle isole più a sud. Una meta che io stessa ho scelto a caso perché il mio volo atterrava a Salonicco. Avendo pochi giorni a disposizione, ho preferito concentrarmi sulla Sithonia, il dito centrale, quello più verde. Il mare da una parte, la foresta dall’altra, fitta e impraticabile. Un viaggio nato quasi all’ultimo (la mia Grecia doveva essere innanzitutto Santorini!) e proseguito a caso lungo la Perimetriki Sithonias, una strada che delinea il perimetro della penisola, rivelandone gradualmente le bellezze.

Costa est Sithonia

Spiagge lunghe e dorate, ma anche piccole calette che si srotolano in acque cristalline, creando un gioco di colori che fa pendant con l’azzurro del cielo. Il versante occidentale, da Nikiti a Toroni, guarda agli isolotti di Kassandra e regala spiagge più attrezzate e facili da raggiungere (ma con parcheggi strettissimi o inesistenti!). Il litorale orientale, invece, è l’emblema della spiaggia selvaggia, che sbuca all’improvviso dopo il prossimo sinuoso tornante. Da Sarti a Vourvourou, a farla da padrona sono spiagge deserte o quasi (con l’eccezione della famosa, ma anche stupenda Orange Beach), sorvegliate dall’occhio vigile del Monthe Athos.

Caletta a Orange beach

Della Sithonia, oltre al mare da sogno, ricordo con (dis)piacere la mia corsa ai fichi. Penso di aver scandagliato ogni singolo albero di fichi che ho incontrato, alla ricerca del prezioso nettare che ho trovato solo una volta in una buonissima insalata ai fichi. Ricordo il pesce freschissimo e la baklava tra gli scogli di Orange beach. Ricordo di aver desiderato moltissimo restare di più, cancellare il mio volo per Santorini e finire la vacanza tra le spiagge segrete di questa penisola.

Non ho gli elementi per scrivere un itinerario dettagliato per un viaggio in Sithonia, e io stessa non ne ho cercato uno. L’ho girata così, con la mente libera e senza piani. Sono andata a sentimento, seguendo l’istinto. Sono saltata giù dall’auto di fronte alla spiaggia che mi piaceva di più, senza preoccuparmi troppo di come si chiamasse (anche perché molte spiagge un nome non ce l’hanno). Non so consigliarvi il nome dell’albergo perfetto (anche se io qui mi sono trovata benissimo). Né so dirvi quale sia il ristorante da non perdere assolutamente (ma di buoni ce ne sono tanti!). Non so in realtà se sia nemmeno auspicabile avere un itinerario qui. Questa parte di Grecia posso raccontarla così, in formato cartolina. Come un consiglio spassionato per chi cerca una vacanza rilassante in un pezzo d’Europa ancora poco conosciuto.

Annalisa

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