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partire e tornare

Autunno dichiarato, piumino rispolverato e, per quanto mi riguarda, ritrovata crucchità. Se settembre sta nel mezzo, ottobre è la capriola definitiva verso la stagione fredda. Ed è proprio questo il periodo in cui vengo afflitta da un incredibile wanderlust. Una forte nostalgia del viaggio, della vacanza, della scoperta o semplicemente di mattinate senza sveglie, piedi scalzi e giornate non pianificate. Insomma, per quanto io non sia un’amante sfegatata della calura, il bundle estivo in termini di libertà è sempre difficile da abbandonare.

Nonostante ciò, mi rendo conto di quanto per me sia importante anche tornare. Se partire è una vera e propria esplosione di gioia, un catartico allontanarsi dal ripetersi quotidiano degli eventi, tornare è ritrovarsi come nuovi. Mi succede sempre di sentire a fine vacanza una certa voglia di tornare alla fantomatica routine. È come se sentissi il forte bisogno di liberare le energie accumulate nel viaggio che si traducono non solo in un ritrovato vigore fisico, ma in una crescente ondata creativa che deve trovare sfogo tornando a casa, componendo una routine rinnovata che sarà valida ed efficace almeno per un po’.

E proprio la parola casa mi fa molto riflettere. L’immagine immediata che la nostra mente compone è quello delle mura domestiche, ma dietro c’è naturalmente molto di più. Illuminante a tal proposito è una puntata di “Parole per conoscersi”, il podcast di Annamaria Anelli su Storytel che ci ricorda che il perché della casa ha a che soprattutto “con il senso che quei metri quadrati rivestono per chi li abita”. Questo mi fa pensare a quante volte nella mia vita abbia profanato il concetto materiale di casa per sentirmi a casa nei posti più disparati.

Credo fermamente però che tutti i posti, le cose, le persone che ci fanno sentire a casa abbiano come minimo comune denominatore la sensazione familiare del ricongiungersi a qualcosa che ci definisce. E questo può darcelo il nostro salotto, la nostra cucina, la famiglia. Ma anche un lavoro che ci fa sentire realizzati o uno che ci regala l’indipendenza, una persona che ci aspetta, un progetto che non vediamo l’ora di realizzare. Quella linea sottile che unisce il piacere di partire e scoprire con la sensazione confortevole di tornare e ritrovarci.

Annalisa

One Reply to “Del partire e del tornare”

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